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  Padre Mariano da Torino
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Meditazioni
sui misteri del Rosario.


Maggio 2022

Misteri del dolore.

 

   1° mistero: Gesù nel Getsemani.

         Gesù ha pregato il Padre suo nell’Orto degli Ulivi: Padre, se è possibile passi da me questo calice, ma…
Ma non la mia volontà, bensì la tua.
Se… ma..
Quanto è difficile per noi pregare così!
Certo che dobbiamo pregare il Padre nostro. Lo ha fatto Gesù e lo possiamo e dobbiamo fare anche noi. C’è stato detto di chiedere, di bussare, di cercare.
Ma…
E’ questo ma che ancora manca alla nostra preghiera, che ancora manca dentro la nostra richiesta che facciamo salire al Padre nostro.
Ma la tua volontà, Padre si compia in me. Signore, dammi il miracolo più grande: trasforma il mio se in un sì a Te.
Quando Gesù trova i suoi che si sono addormentati, incapaci di vegliare un’ora soltanto con lui in preghiera, dice, “andiamo”. Il dolore si attraversa. E’ una traversata, non uno spazio dove costruire una tenda.

Angela ha pregato per ottenere la sua guarigione fisica, ma, nonostante la sua giovane età, è rimasta docile a Dio. Ha saputo vivere il “ma la tua volontà, Padre!”.



   2° mistero: Gesù flagellato.

         Non trovo in lui nessuna colpa, dice Pilato. E lo fa flagellare. E’ un dolore innocente quello di Gesù, come tanto dolore nel mondo, come troppo dolore nel mondo.
Cosa ha fatto di male? Niente. Anzi, ha fatto il bene, solo il bene, sempre il bene.
Cosa hanno fatto le persone che soffrono? Che male hanno fatto? Nessun male, anzi spesso tanto bene.
Perché allora? Cosa devono scontare? Nulla.
Signore, chiedono un giorno i discepoli, vedendo un uomo che soffre, ha peccato lui o i suoi genitori per trovarsi in una simile situazione?
Né lui, né i suoi genitori, risponde Gesù.
Il dolore non è una punizione, non è una espiazione.
Non manca nulla alla Passione di Gesù, ai suoi patimenti. Non serve niente di più a quello che lui ha già sofferto. Basta per il mondo intero, fino alla fine dei tempi.
E’ un mistero il dolore e tale rimarrà fino alla fine dei tempi.

Angela ha sofferto tanto. La sua malattia rimane dentro il mistero del dolore del mondo. Fa parte del dolore innocente.



   3° mistero: Gesù coronato di spine.

         Una corona di spine viene messa sul capo di Gesù. Un casco di spine viene non poggiato sulla testa, come vediamo nelle immagini dei Crocifissi appesi alle pareti delle nostre stanze, ma spinto sul capo.
Nel mondo attendiamo diademi e corone regali. Ma…
Il casco di spine del nostro Signore ci sfugge.
I diademi e le corone regali sono per chi vive per i regni di questo mondo. Ma Gesù dice: Io sono re, è vero, ma di un regno che non è di questo mondo. Questa corona di spine dice che il mio regno non è di quaggiù. Se fossi stato re di questo mondo avrei avuto un diadema.
Siamo nati per regnare in cielo. Siamo nati per non morire mai più. Siamo nati per amare e per essere amati.
In questo mondo moriamo, ma nell’altro non moriremo più. Saremo vivi per sempre.
Moriamo nel regno di questo mondo. Viviamo nel regno che non è di questo mondo, che è il regno dei cieli.

Angela regna in cielo. Sulla terra ha avuto la corona di spine del dolore. In cielo ha la corona di rose della gioia vera e piena, della stessa gioia di Gesù.



   4° mistero: Gesù sale al Calvario.

         Gesù incontra lungo la salita al Golgota le donne di Gerusalemme che piangono e le invita a non piangere su di lui, ma sui loro figli. Lui, il Figlio dell’uomo, ha fatto la volontà del Padre suo, ma i figli dei genitori terreni spesso non vivono nella fede e nell’obbedienza al Padre celeste.
Lui sale il Calvario carico del pesante patibolo, che lo fa cadere per ben tre volte.
Cade sotto il carico provocato dalla disobbedienza dell’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi.
La disobbedienza, la resistenza all’azione dello Spirito Santo è davvero un pesante patibolo sulle spalle del Signore.
Dovremmo piangere su noi stessi e sui nostri figli tutte le volte che non obbediamo, ovvero che non ascoltiamo la voce del Signore e di conseguenza non lo seguiamo. Non siamo più pecore che conoscono la voce del loro pastore e gli vanno dietro, ma andiamo per conto nostro, trovandoci poi smarrite e in pericolo.
“Se trattano così il legno verde, che ne sarà del legno secco?”.
Non fare la volontà di Dio ci rende legno secco.

Angela è stata una bambina docile e mite, che non ha opposto resistenza all’azione dello Spirito Santo nella sua vita.
La sola resistenza che Angela ha conosciuto è stata la resistenza salda nella fede, in quella fiducia grande che aveva nella Vergine Maria. “Madre mia, fiducia mia!”. Eccola la sua invocazione.



   5° mistero: Gesù crocifisso.

         Alziamo lo sguardo e guardiamo il Cristo crocifisso. Guardiamo l’uomo dei dolori appeso al patibolo, il Figlio di Dio, colui che fu obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
Se il serpente di bronzo, che Mosè innalzò nel deserto, che fissò su un’asta, guariva chi lo guardava, dopo che era stato morso da serpenti velenosi, ecco che guardando Cristo crocifisso, il Signore appeso al patibolo, innalzato da terra, rimaniamo in vita, dopo ogni “morte”.
Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me. Tutti coloro che morsi dalle situazioni della vita rischiano di morire dentro, nell’anima e nel cuore, se guardano il Crocifisso, restano vivi.
Contempliamo il Crocifisso. Passiamo dal vedere, al guardare, al contemplare.
Contempliamo il Cristo innalzato da terra. Il Crocifisso è l’uomo dei dolori che ben conosce il patire, davanti al quale non possiamo non sentirci compresi e capiti. Quando il mondo intero non ci comprende, Lui ci comprende. Nel suo dolore troviamo ogni nostro dolore.

Angela ha saputo contemplare il Crocifisso. La nostra bimba ha avuto uno sguardo capace di lasciarsi attirare dal suo Gesù.