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Meditazioni
sui misteri del Rosario.


Luglio 2021

Misteri del dolore.

 

   1° mistero: Gesù nel Getsemani.

         “Signore, guarda la nostra debolezza che ci inclina a cedere e sostienici con la tua grazia”. Sono parole della liturgia, pronunciate dal sacerdote.
Quando contempliamo questo mistero ci troviamo davanti i tre discepoli, Pietro, Giacomo, Giovanni, che non riescono a vegliare e a pregare un’ora sola con Gesù, a far compagnia al loro Maestro nel momento più doloroso della sua vita terrena.
Lo Spirito è pronto, ma la carne è debole. Vegliate e pregate per non cadere in tentazione. Gesù ci dice questo, ma noi possiamo rivolgerci a lui dicendogli: Gesù, sostienimi con la tua grazia. La mia carne è debole e rischio di cedere.
Nel mio Getsemani, Gesù guarda la mia debolezza che mi fa “addormentare”, veglia per me e mi sostiene con la sua grazia.

Gesù ha sostenuto Angela con la sua grazia, affinché riuscisse a portare il suo dolore.
La nostra bimba ha saputo accogliere e vivere la grazia. Se l’è fatta bastare, per poter essere capace di portare la sua prova.



   2° mistero: Gesù flagellato.

         “E’ un flagello!”, si dice di un’epidemia, di una guerra, di un terremoto, di ciò che è davvero tanto, tanto brutto, doloroso, devastante. E’ un flagello, perché come il flagello, il dolore strappa, lacera, percuote, riduce uno straccio.
Quando incontriamo l’altro, il nostro prossimo che soffre e che ci condivide il suo dolore, il suo dramma, ecco che abbiamo davanti a noi il flagello, ciò che fa davvero tanto male.

Angela ha avuto una malattia che è stata davvero un flagello: ha lacerato il suo cuore, le ha strappato i sogni di bambina, l’ha percossa nel corpo delicato e sensibile.



   3° mistero: Gesù coronato di spine.

         Ecco l’uomo! L’uomo dei dolori.
Ecco l’uomo! Il servo sofferente.
Ecco l’uomo! L’’Agnello di Dio.
Ecco l’uomo! Il paziente, il mite, l’umile.
Ecco l’uomo! Colui che non fa udire la sua voce, che non grida, che non apre la sua bocca. Che si lascia fare.
Ecco l’uomo!

Angela, una bimba paziente, mite, umile, pura, che non ha gridato, che non ha fatto udire il suo grido di dolore. Ecco la bimba che si è abbandonata nelle braccia di Gesù e di Maria, come bimbo svezzato in braccio a sua madre.



   4° mistero: Gesù sale al Calvario.

         Gesù sale sul Golgota portando il patibolo.
Spesso lo vediamo raffigurato mentre sale portando la croce, ma il condannato portava solo l’asse orizzontale, perché l’asse verticale era già sul luogo della crocifissione.
Patibolo è diventato sinonimo di sofferenza, di tormento.
Gesù cade tre volte sotto il peso del patibolo.
Tutto ciò che ci fa soffrire, ci fa anche cadere, perché ha un suo peso.
Prendere e portare sono i verbi che Gesù ha usato quando si è rivolto ai suoi discepoli: chi non prende la sua croce, ogni giorno, e non mi segue… Chi non porta la sua croce dietro di me…
Il patibolo era di legno forte, pesante, di quercia.
Il dolore pesa: è legno forte, resistente.

Il patibolo di Angela è stato pesante, molto pesante. Chi sa quante volte la nostra bimba si sarà sentita barcollare e sarà caduta in momenti di forte tristezza, angoscia, turbamento. Ma poi si è sempre rialzata.



   5° mistero: Gesù crocifisso.

         “Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.
Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre collocazione provvisoria. Il Calvario dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio” (Tonino Bello).
La provvisorietà del dolore. Ci pensiamo poco, troppo poco.
“Tutto passa”, dicevano i nostri nonni. “Passerà!”.
E sottolineavano, in modo semplice, essenziale la provvisorietà della croce, che Tonino Bello ha spiegato con queste parole.
Il Calvario rimane luogo di crocifissione, ma la croce ha sempre la sua deposizione. Dalla croce il crocifisso sarà schiodato, deposto, messo nel sepolcro e risorgerà.
Il Risorto è il crocifisso risorto.

Il dolore di Angela ha conosciuto la sua deposizione e la sua risurrezione. Lo spazio della malattia è rimasto vuoto quando la nostra bimba è nata al cielo.