Home page
  Biografia
  Pensieri e scritti di Angela
  Padre Mariano da Torino
  Scrivono di Angela
 


    francarita@email.it

Meditazioni
sui misteri del Rosario.


Agosto 2021

Misteri del dolore.

 

   1° mistero: Gesù nel Getsemani.

         Nel Getsemani state svegli.
Ecco cosa ci invita a fare questo mistero.
Dentro un dolore, dentro una fatica, dentro una prova, dentro una tribolazione, è necessario stare svegli, vegliare e pregare per non cadere in tentazione, per non disperarsi, per non essere schiacciati da quello che viviamo, per non sentirci abbandonati, per non morire dentro.
E’ faticoso, certamente. E’ una lotta per non addormentarsi, per non abbassare la guardia, per non gettare la spugna, per non lasciarsi cadere le braccia.
E’ una lotta vera e propria. Infatti questo mistero lo enunciamo come l’agonia di Gesù nell’orto, perché Gesù stesso intensifica la preghiera man mano che aumenta il dolore. E suda sangue. E’ una lotta, un combattimento vero e proprio. E il sangue sottolinea tutto questo.

Angela ha lottato per non addormentarsi, per continuare a vegliare e a pregare. La nostra bimba non ha mai mollato e ha reso forte la sua parte umana proprio intensificando la preghiera.



   2° mistero: Gesù flagellato.

         Questo mistero mi ricorda sempre la scena del film “La Passione”. Il regista mostra Maria, la Madre di Gesù, che raccoglie il sangue del Figlio suo, il sangue della flagellazione alla colonna, sparso nel cortile, con dei lini bianchi.
Raccogliere ogni nostro dolore, affinché nulla vada perduto.
Custodirlo nel cuore per meditarlo, per farne una lettura nello spirito. Non parcheggiarlo nella testa, ma custodirlo nel cuore. Il cuore infatti sa raccogliere, sa tenere insieme: è quell’angolo che riesce ad unire tutto ciò che è disperso.
I lini con i quali raccogliere il nostro dolore sono le parole del Signore.

Angela ha saputo tenere insieme il suo dolore. Non lo ha reso vano, non lo ha reso inutile. Lo ha tenuto insieme con la preghiera.



   3° mistero: Gesù coronato di spine.

         Per obbedire al Padre è necessario vivere la povertà e la castità.
Esse tante volte rappresentano per noi l’asse orizzontale che ci fa cadere perché pesa tanto. Ma…
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma svuotò se stesso (povertà) facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Fino alla coronazione di spine, fino a diventare re di burla.
Cristo Gesù è l’agnello senza macchia che prende e porta su di sé il peccato del mondo rimanendo puro.

Obbedire a Dio, ascoltare quello che ci dice, aderire alla sua volontà, spesso distante dalla nostra quanto la terra dista dal cielo, esige vivere la povertà e la purezza.
Angela è stata povera e pura. Ha accettato il suo limite umano, che la malattia ha fatto venire fuori, ed è rimasta pura.



   4° mistero: Gesù sale al Calvario.

         Gesù, lungo la via verso il Golgota, incontra le donne di Gerusalemme e raccomanda loro di badare ai loro figli. Le invita a non piangere su di lui, ma sui loro figli. Lui è legno verde. E che ne sarà del legno secco?
Dunque è come se dicesse loro di fare attenzione a ciò che è secco e che va maggiormente custodito.
Chi sa quante volte piangiamo su ciò che non ha bisogno delle nostre lacrime, perché già salvo, e ci sta sfuggendo invece ciò che ha bisogno delle nostre lacrime, ovvero della nostra cura, della nostra fatica, della nostra preghiera, della nostra fede.

Angela ha pregato molto per il suo prossimo.
La nostra bimba ha fatto sua la preghiera di intercessione presso il suo Gesù.



   5° mistero: Gesù crocifisso.

         Contempliamo Gesù crocifisso, non la croce, ma colui che alla croce è stato appeso.
Contempliamo l’uomo dei dolori che ben conosce il patire.
Contempliamo il servo sofferente del Signore.
La croce l’adoro. Cristo crocifisso lo contemplo.
Davanti alla croce mi inchino o mi prostro. Davanti a Gesù crocifisso sto in piedi o seduto, per guardarlo meglio, per fissarlo ed amarlo.
E se un giorno è stato lui a fissarmi e ad amarmi, oggi sono io che lo fisso e lo amo. Amo un amore che per me si è lasciato tenere sul patibolo dai chiodi.

Angela ha saputo contemplare Gesù in croce, il suo Gesù.
Nella malattia è stata sotto il Crocifisso per trarre forza, fiducia, speranza. E’ stata a contemplare colui che per lei stava in croce, mentre la nostra bimba era sotto la croce.
“Io faccio nuove tutte le cose”. Angela ha creduto a questa parola e su di essa ha gettato la rete della sua fiducia. Ha creduto nel Dio di Gesù Cristo, nel Dio del suo Gesù, che le diceva: nel mio regno non ci sarà più dolore, non ci sarà più pianto, non ci saranno più lacrime.