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  Padre Mariano da Torino
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Meditazioni
sui misteri del Rosario.

 


Gennaio 2026

Misteri del dolore.

 

   1° mistero: Gesù nel Getsemani.

         “Non la mia, ma la tua volontà”, dice Gesù nell’Orto degli Ulivi.
Ed ecco cosa scrive il vescovo San Cipriano, “La volontà di Dio è: umiltà nella conversazione, fermezza nella fede, discrezione nelle parole, giustizia nelle azioni, misericordia nelle opere, severità nei costumi”.
Queste parole ci potrebbero servire per un buon esame di coscienza. Tante volte infatti la volontà di Dio sembra qualcosa di astratto, difficile da vivere. Ma se proviamo a meditare su queste parole, ecco che diventa concreta, molto concreta.
Nel dialogo, sono umile? Resto saldo nella fede, quando le situazioni diventano difficili, quando va tutto male, umanamente parlando? Sono attento alle parole da dire? Il mio agire è giusto, ovvero autentico, sincero, disinteressato, vero? Sono misericordioso? Il mio habitus interiore è secondo valori e principi?

Angela è stata una bambina umile. E’ rimasta salda nella fede, quando niente le dava speranza. Aveva un modo di parlare attento. Era sincera, vera. Ha saputo amare tutti. Aveva valori e principi. Dunque ha fatto la volontà di Dio, non la sua volontà.



   2° mistero: Gesù flagellato.

         Pilato: un uomo schiavo della folla. Un uomo intelligente che cade nella tentazione di voler dare soddisfazione alla folla, ad una massa di persone che grida, che urla di crocifiggere Gesù e di rilasciare Barabba. Manca di quella lucidità e di quel distacco per svolgere il proprio operato in modo giusto. Pur sapendo che Gesù non ha fatto niente di male, peggio ancora: pur sapendo che ha fatto del bene, decide di consegnarlo.
Lo consegna ai soldati perché venga flagellato e crocifisso. Poi si lava le mani per sentirsi pulito in quella coscienza che di pulito non ha davvero nulla.
Quel gesto è oggi diventato espressione per definire l’operato di chi scarica sugli altri la propria responsabilità, di chi non si fa carico delle conseguenze delle proprie scelte e ha bisogno di capri espiatori.

In ogni dolore umano c’è un po' del dolore della flagellazione. Quante volte, durante la malattia si notano mancanze: c’è chi non si assume le proprie responsabilità, chi non svolge con scienza e coscienza la propria professione, chi copre le mancanze altrui, chi si fa complice di errori di altri.
La nostra Angela ha avuto la sua parte di esperienza, andando per gli ospedali, incontrando medici e specialisti. E in lei ci si possono ritrovare tutti coloro che compiono il pellegrinaggio dentro la malattia fisica e morale.



   3° mistero: Gesù coronato di spine.

         Gesù è vestito di porpora, è coronato di spine e gli viene messa in mano una canna. Mantello, corona, scettro sono stati sostituiti da altro. L’investitura regale diventa investitura per burla. Mio Signore e mio Dio!
Quanto dolore c’è nel mondo quando gli esseri umani sono derisi, sono presi in giro, bullizzati, umiliati, per il colore della pelle, per limiti fisici, per provenienza geografica, per pregiudizi, per estrazione sociale, culturale, per confessione religiosa.
La dignità dell’essere umano che fine ha fatto? Dove si è nascosto l’uomo fatto ad immagine del suo Creatore, delle tre Persone divine? Dov’è l’essere umano dotato di intelligenza, di libertà, di volontà, di memoria?

Angela, con il suo modo di vivere e di rapportarsi, ha restituito a tanti la gioia di essere creature fatte ad immagine di Dio. Il rispetto per le persone è stato un modo per riconoscere in loro la regalità che a Gesù, nel mondo, viene negata.



   4° mistero: Gesù che sale al Calvario.

         Gesù sale il Calvario carico della croce. Porta sulle spalle l’asse orizzontale, il patibolo, come il Buon Pastore la pecora ritrovata, la pecora che si era smarrita sui monti e sui colli sui quali si offrivano sacrifici agli idoli. L’asse orizzontale rappresenta la fatica che Gesù ha portato e sopportato per donarci la vita che non muore mai, per farci dono di essere nati per non morire mai più. Ha dovuto accettare che incrociasse l’asse verticale e diventasse albero di salvezza, albero che ha prodotto il frutto dello Spirito.

Angela è nata al cielo. E’ nata per non morire mai più. Un giorno anche il suo corpo risorgerà. Quel corpo che durante la breve vita terrena è stato sottoposto al dolore della malattia, risorgerà. “Credo la risurrezione della carne e la vita eterna”, professiamo nel Credo. E noi crediamo che la nostra bambina vivrà per sempre con un corpo riscattato dal dolore, vivo, trasfigurato, dopo tanta passione, proprio come quello che Gesù risorto mostra ai suoi.



   5° mistero: Gesù crocifisso.

         “Il nostro Signore fu schiacciato dalla morte, ma a sua volta egli la calpestò come una strada battuta” (S. Efrem).
La morte: strada da battere. Ogni tipo di morte dovrebbe essere vista come un percorso da compiere, una strada da battere.
Come sentiero, come mulattiera, mai come strada asfaltata e piana. Percorso per animali da soma, per animali da lavoro, per asini, non per cavalli da parata!
Gesù entra in Gerusalemme cavalcando un puledro, un asino. Non fa un ingresso trionfale su un cavallo da parata.
Nel dolore ci entri con fatica, tuo malgrado. Non lo scegli: lo accogli quando arriva. Non lo cerchi: ci entri e lo attraversi quando ti si para davanti. Ci cammini dentro solo se non ti illudi di percorrerlo su “un cavallo da parata”, ma ti ricordi che serve l’asino! Non cioè la logica del mondo, ma la logica del regno.

Angela non era contenta di soffrire. Ha sempre chiesto, nella preghiera e con la preghiera, di guarire, ma è sempre rimasta docile e mite. Con la sua mitezza diceva: Signore, se la tua volontà è diversa dalla mia, amen.
Impariamo dalla nostra bambina. Chiediamo, come ha fatto Gesù: Padre, se è possibile allontana da me questo calice, ma restiamo aperti ad un progetto che potrebbe essere diverso dal nostro, “Ma la tua volontà, non la mia”.