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Meditazioni
sui misteri del Rosario.

 


Marzo 2026

Nascita al cielo di Angela
(27 marzo 1961)

Misteri del dolore.

 

   1° mistero: l’agonia nel Getsemani.

         Nel Getsemani Gesù esclama: “Non la mia, ma la tua volontà, Padre!”.
“Volontà di Dio è non fare dei torti e tollerare il torto subito, mantenere la pace con i fratelli, amare Dio con tutto il cuore, amarlo in quanto Padre e temerlo in quanto Dio, nulla anteporre a Cristo” (San Cipriano).
Quante volte ci sfugge cosa vuol dire fare la volontà di Dio!
Ecco, in modo semplice, incarnata, attualizzata, la volontà di Dio.
Col nostro agire facciamo o non facciamo la volontà del Padre. Col nostro modo di rispondere a ciò che ci accade, facciamo la volontà di Dio. Col nostro controllo, col dominio di noi stessi, facciamo la volontà di Dio. Col nostro tendere alla pace, ad essere operatori di pace, “artigiani di pace”, facciamo la volontà di Dio. Vedendo negli altri, fratelli e sorelle, non estranei, non sconosciuti, facciamo la volontà di Dio. Dando a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio, facciamo la volontà del Padre nostro.

Angela la volontà di Dio l’ha fatta davvero. Col modo di vivere la sua malattia, con docilità e mitezza, ha fatto la volontà di Dio. Con la pace che trasmetteva a chi la incontrava, ha fatto la volontà di Dio. Amando il prossimo, ha fatto la volontà di Dio. Dedicando tempo alla preghiera, ha fatto la volontà di Dio.



   2° mistero: la flagellazione.

         Pilato fa flagellare Gesù per dare soddisfazione alla folla che, impazzita, urlava che venisse scagionato Barabba e crocifisso Gesù. Pilato sa che Gesù non ha fatto nulla di male. Lo sa.
Ed ecco la flagellazione: la mancanza di verità, di sincerità, di rettitudine. Agire in modo contrario a ciò che si sa, a ciò che si conosce. Non ci sono scusanti, non ci sono giustificazioni. Se so, devo agire di conseguenza. Nessuna folla da soddisfare. Non posso consegnare la verità alla menzogna. Non posso tradire la verità che so, la verità di ciò che conosco.
La conoscenza mi rende responsabile delle scelte che faccio. Mi obbliga moralmente ad agire in un certo modo. Non c’è il: dovrei agire così. No. Devo agire così. Se sai che quel condannato è un uomo giusto, che non solo non ha fatto niente di male, ma che ha fatto tanto bene, non puoi condannarlo a morte e alla morte più tremenda che ci possa essere: la crocifissione. Morte infame. Se so, devo. Se so, sono obbligato moralmente.

Angela è stata una bambina vera, profondamente vera. Non aveva timore di rimproverare gli adulti, quando li vedeva carenti per esempio nel modo di pregare, nell’atteggiamento durante la preghiera. Non si poneva il problema di essere rimproverata a sua volta.



   3° mistero: la coronazione di spine.

         Gesù viene deriso, “Salve, re dei Giudei!”.
Quanto ancora di questo mistero c’è in tante parti del mondo!
Quanta derisione, quanta persecuzione, quanti pregiudizi nei confronti della diversità, di chi agisce in modo diverso dal nostro, di chi fa determinate scelte, che possiamo anche non condividere, ma che dobbiamo sempre e comunque rispettare.
Quanta mentalità coronata di spine! Quanti modi di pensare racchiusi nel casco spinoso del nostro rifiuto, dei nostri pregiudizi, delle nostre paure!

Angela è stata una bambina rispettosa nei confronti di tutti.



   4° mistero: la Via Crucis.

         Gesù, portando la croce, si avvia verso il Calvario, verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Golgota.
Quanti nomi per indicare lo spazio della crocifissione!
Quanti nomi per indicare il dolore del mondo! Quanti nomi usiamo quando parliamo del dolore: croce, Calvario, Via Crucis, patibolo, supplizio…
Via. Ecco cosa ci aiuterebbe visualizzare quando soffriamo: una via da percorrere, della quale non vediamo la fine, il traguardo, ma sempre il tratto da percorrere, lo spazio dove mettere i piedi. Un passo dietro l’altro, un passo alla volta. E questo è grazia, perché se davvero dovessimo vedere tutta la strada, forse saremmo assaliti dalla disperazione.

Angela ha percorso la via della malattia facendo un passo dietro l’altro. E ogni volta eccola fiduciosa nel suo Gesù. Non è stata soltanto una bambina coraggiosa, ma soprattutto una bambina fiduciosa, affidata e consegnata al suo Gesù, certa che non sarebbe mai stata sola.



   5° mistero: la crocifissione.

         “Gloria a Te che della tua croce hai fatto un ponte sulla morte. Attraverso questo ponte le anime si possono trasferire dalla regione della morte a quella della vita” (Sant’Efrem).
Gesù ha preso e ha portato il patibolo fino al Calvario, perché noi avessimo un ponte sulla morte. Solo la sua croce poteva farci passare dalla morte alla vita. Solo la sua croce poteva farci celebrare la nostra personale Pasqua di risurrezione: dalla morte del peccato alla vita della grazia. Con il bastone Mosè divise le acque, perché Israele potesse passarvi in mezzo, all’asciutto. Con la croce Gesù, il nuovo Mosè, ci ha dato la possibilità di passare sopra le acque della morte.
La croce: ponte che ci ha traghettati all’altra riva, alla parte destra, quella della risurrezione e della vita senza fine.

Angela è nata al cielo il 27 marzo 1961. Ha celebrato la sua Pasqua e vive nel giorno che non conosce tramonto. Ora è figlia della risurrezione e della luce e ha in mano il premio che il Signore, giusto giudice, ci dice l’apostolo Paolo, riserva a chiunque ha perseverato con lui fino alla fine.
Angela ha combattuto la buona battaglia, ha terminato la corsa, ha conservato la fede. Ha perseverato con Gesù fino alla fine. Ora vive per sempre. Alleluia!